Il sentiero che da Chomrong porta a Gorephani, il grosso villaggio ai piedi della collina di Poon Hill, si snoda dapprima con leggeri saliscendi lungo il versante nord di una verde vallata. Procedo verso est camminando tra villaggi, lodge e piccole fattorie, per poi scendere rapidamente fino a raggiungere il fondo della vallata. Da li inizia una lunga e ripida salita di più di 1300 metri che porta fino al Deurali Pass a 3200 metri di quota.

Da Chomrong al Deurali Pass

Purtroppo anche oggi il meteo non è un gran che, ma la pioggia e le nuvole scure sembrano in qualche modo mettere in risalto i colori del paesaggio e tutto sommato la nebbia che avvolge il il bosco crea un atmosfera davvero piacevole. Supero piccole casette in legno con annesse stalle e orti, prima di entrare in un fitto bosco che porta fino ai grandi lodge del grosso villaggio di Tadapani.

Da li, dopo una breve discesa torno a salire, in un bosco sempre più avvolto dalla nebbia e con la visibilità che si abbassa sempre di più man mano che guadagno quota. Incontro numerosi trekkers che stanno percorrendo il sentiero nel verso opposto al mio. Il trekking di Poon Hill, che dura solitamente tre o quattro giorni, è forse ancora più popolare di quello del campo base dell’Annapurna, dato che permette di scoprire piccoli villaggi e di avere una splendida vista sulle montagne himalayane, pur percorrendo un sentiero facile e corto.

Salendo al Deurali Pass

Incontro persone di ogni età e da ogni parte del mondo, alcuni da soli, altri in grossi gruppi con guide e portatori. Per la prima volta incontro anche diversi turisti nepalesi, sopratutto giovani in piccoli gruppi. Parlo con alcuni di loro e mi dicono che sono studenti e che questo è un periodo di vacanza, per cui ne approfittano per passare del tempo a Pokhara e fare un po’ di trekking. Quasi nessuno di loro viene da zone di montagna, la maggior parte è Kathmandu e di altre grosse città del Nepal centrale. Da osservatore occidentale la cosa che mi colpisce è il loro abbigliamento: sono vestiti come se dovessero fare una passeggiata in centro città. Jeans, scarpe da ginnastica e magliette eleganti per i ragazzi mentre alcune ragazze addirittura indossano gonne e scarpe con tacco. Questo non tanto perché non possono permettersi un abbigliamento da trekking, ma piuttosto perché, come mi è già capitato di notare nelle scorse settimane, in pochi vivono i sentieri di montagna come un luogo differente da quelli che vivono quotidianamente, e quindi non hanno assolutamente bisogno di andarci vestiti in modo diverso!

Arrivo al Deurali Pass con una fitta nebbia che nasconde tutto quello che ho intorno, così scendo veloce fino a Gorephani e mi sistemo in un lodge dove trascorro il resto del pomeriggio, mentre fuori piano piano il meteo sembra migliorare, e questo mi fa ben sperare per la mattina successiva, dato che per godere appieno del panorama di Poon Hill il cielo deve essere chiaro e sereno.

Deurali pass

Gorephani più che un villaggio sembra una piccola cittadina, e resto stupito dalla presenza di numerosi alberghi a tre o quattro piani, con decine e decine di camere. Mi immagino il caos di questo posto in alta stagione, dato che già oggi la sala da pranzo del lodge in cui mi trovo è parecchio affollata nonostante il periodo non sia dei migliori per il trekking.

Se oltre a paesaggi mozzafiato volete toccare con mano anche un pezzo della realtà locale forse queste zone non fanno per voi. Non per il paesaggio intendiamoci, che è davvero spettacolare, quanto piuttosto per la realtà con cui entrerete in contatto. In queste zone i turisti sono decine di migliaia ogni anno, e nonostante la gentilezza e l’accoglienza delle persone locali si ha la sensazione di essere sempre più dei clienti che dei veri ospiti. Questo non tanto per una loro attitudine, quanto piuttosto perché con un flusso di trekker così alto non hanno davvero tempo e modo di fare altro che dedicarsi al cento per cento alla gestione di lodge e cucina. Per lo meno questa è la sensazione che ho avuto, forse viziata dal lunghissimo trekking percorso tra marzo e aprile in cui per almeno metà delle notti sono stato l’unico ospite dei piccoli lodge che trovavo lungo il cammino, cosa che mi ha permesso di avere un rapporto privilegiato con i proprietari e la vita quotidiana dei villaggi.

La mattina successiva punto la sveglia alle quattro, sperando che il meteo sia dalla mia parte e mi regali il panorama mozzafiato di Poon Hill. Ci sono circa 200 metri di dislivello da percorrere dal villaggio alla cima della collina, a circa 3200 metri di quota. Il sentiero parte dal centro di Ghorephani e, come ormai d’abitudine, sale per una lunga e ripida scalinata. Per accedere alla zona si pagano 50 rupie che vanno in beneficienza alla scuola locale. C’è un lungo serpentone di gente che sale, decine o forse più di persone una in fila all’altra procedono fino allo spiazzo finale, un grosso prato con al centro una piccola torre panoramica. Ecco Poon Hill! Come avevo sperato oggi il meteo è dalla mia parte e così, a nord, senza una nuvola intorno, ecco il massiccio dell’Annapurna, Il Machapuchare e il Dhaulagiri, che oggi vedo per la prima volta.

Dhaulagiri, Annapurna e Machapuchare

Come già mi è accaduto al campo base dell’Annapurna, anche qui la bellezza del panorama lascia in secondo piano le centinaia di persone che ho intorno, e nonostante sulla cima della torre panoramica sono costretto a sgomitare più volte per riuscire ad arrivare alla ringhiera, alla fine lo spettacolo è incantevole.

Verso sud invece si vedono colline a perdita d’occhio, con la luna bassa immersa un cielo con colori pastello che è uno spettacolo. Quando il sole finalmente supera la cresta dell’Annapurna partono urla e applausi. Ho la pelle d’oca. Un’altro giorno è iniziato e ho davanti l’ennesimo panorama di questi mesi che mi lascia a bocca aperta. Ormai non so davvero più cosa chiedere a questa terra.

 

Resto sulla collina per più di un’ora prima di iniziare la lunga discesa verso Naya Pul dove prenderò il bus per tornare a Pokhara. Sono più di 2000 metri di dislivello all’ingiù lungo migliaia di gradini. Ormai ci ho fatto l’abitudine e vado spedito, godendomi finalmente una bella giornata di sole e provando un pizzico di compassione per i numerosi turisti che incontro che stanno percorrendo il muro in salita!

L’infinita discesa verso NayaPul

Nayapul

In circa cinque ore sono a Naya Pul e a grazie alla fortuna di arrivare nell’esatto momento in cui sta per partire il bus per Pokhara, a metà pomeriggio sono di rientro in città con un’altra incredibile esperienza nel cassetto.

Un trekking più duro di quanto avessi inizialmente immaginato, forse un o’troppo turistico e devo ammettere in parte anche un po’ monotono, sopratutto quando si sale verso il Campo Base immersi nella foresta per più giorni di cammino, senza godere dei classici panorami himalayani. D’altro lato però si tratta di un trekking piuttosto breve che una volta raggiunto il Campo Base dell’Annapurna o la collina di Poon Hill regala comunque paesaggi che difficilmente si possono trovare da altre parti del mondo e anzi, la vista dell’Annapurna dal campo base è una di quelle che più mi resteranno impresse.

Il Campo Base dell'Annapurna

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