E’ il giorno in cui supereremo l’ultimo dei tre passi! Oggi ci aspettano i 5417 metri del Renjo La Pass, che dal piccolo villaggio di Gokyo dovremmo raggiungere in circa tre ore. Ci incamminiamo all’alba lungo un sentiero che sale inizialmente in modo abbastanza dolce sopra la sponda settentrionale del lago. Poco alla volta la pendenza aumenta e si fa sempre più impegnativo, fino a trasformarsi in un vero e proprio muro di un paio di centinaia di metri che ci taglia le gambe.

Il ragazzo tedesco che abbiamo conosciuto ieri guida il gruppo mentre io e Pete lo seguiamo poco distante. Saliamo regolari e circa ogni cinquanta, sessanta metri ci fermiamo a rifiatare. Sento l’altitudine molto più degli altri giorni, faccio davvero fatica a respirare e le gambe sono parecchio pesanti. Superati i 5200 metri il sentiero spiana e si apre in su un ampio terrazzo innevato che rende il cammino un po’ più facile. E’ l’ennesimo panorama che ci lascia senza parole. Di fronte a noi più in basso si vede il villaggio di Gokyo sulle sponde del lago, mentre a sinistra si riconosce facilmente Gokyo Ri, dove eravamo ieri. Tutto intorno l’Himalaya, sempre quella, ma da una prospettiva ancora diversa, e per un’altra volta ne resto incantato come fosse la prima volta.

Il passo non si vede ancora e la cosa non mi fa piacere perchè le gambe oggi non ne vogliono proprio sapere di andare avanti. Lascio andare i compagni di cammino e salgo con il mio ritmo contando sull’altimetro i metri che mancano. Finalmente, dopo un momento interminabile, appaiono poco sopra di me le bandiere di preghiera che come sempre segnalano il culmine della salita. Ci sono, sono in cima al Renjo La. Anche l’ultimo passo, è andato!

Abbraccio Pete con cui ho condiviso questo giro favoloso e scattiamo un paio di foto ricordo. Mi guardo intorno. Nei prossimi giorni mi aspettano più di 3000 metri di discesa e questo è davvero l’ultimo saluto che do a alle vette che ho di fronte. Se tutto va bene tra qualche settimana rivedrò Everest, Lothse e Makalu, ma sicuramente non più in un contesto come questo. Respiro forte quasi a voler inglobare l’aria che mi circonda e con gli occhi spalancati ripasso il profilo delle cime che ho di fronte. E’ di sicuro un arrivederci, non un addio, ma come tutti gli arrivederci che non hanno ne un come ne un quando lascia un po’ di amaro in bocca. Mi volto per l’ultima volta prima di iniziare la discesa e poi via. A presto!

Dai 5417 metri del Renjo La del passo in qualche ora scendiamo fino ai 4350 metri del villaggio di Lundgen. Dopo un primo tratto tecnico la discesa si apre su una splendida vallata che a mano a mano che scendiamo di quota diventa sempre più verde. Ho appena lasciato uno dei più bei panorami che abbia mai visto e già ne ho di fronte un altro che non ha molto da invidiare al primo. Questo è il Nepal. Dietro ogni passo c’è una valle da favola che ti aspetta e che ogni volta riesce a spiazzarti.

Pranziamo a Lundgen ma decidiamo di continuare fino a Thame, un grosso villaggio a fondo valle a circa tre ore distanza. Scendiamo dapprima attraversando alcuni piccoli villaggi i cui terreni sono divisi da muri costruiti con grosse pietre che dividono le varie proprietà e poi continuando al di sopra della sponda di un grosso torrente che scende con forza verso valle. Dopo aver lasciato il Renjo La da qualche ora ci troviamo in un ambiente totalmente diverso. Pur essendo ancora ben oltre i 3000 metri ci siamo lasciati alle spalle l’alta montagna e, i numerosi lodge che riempiono i villaggi dell’alto Khumbu, lasciano ora il posto a piccole fattorie, pascoli e terreni coltivati.

Fino a sera non incrociamo alcun trekker. Non sono molti infatti a lasciare Gokyo dal Renjo La, così come non sono in molti a raggiungerlo tramite questo passo percorrendo in salita la vallata che stiamo percorrendo in discesa. Il villaggio più vicino al passo infatti si trova comunque a più di 1600 metri sotto la cima e quindi salire da questo versante è davvero molto impegnativo!

Arriviamo a destinazione a pomeriggio inoltrato distrutti ma soddisfatti. Mangiamo come al solito per tre e sulla parete del Sunshine Lodge in cui alloggiamo appendiamo come ricordo una mappa dei sentieri dell’Everest con le nostre firme. Ormai il giro dei tre passi è concluso e manca solo l’ultima tappa pianeggiante per tornare a Namche Bazar e chiudere l’anello! Per la mattina dopo decidiamo di non puntare la sveglia e prendercela con molta calma. Sarà come l’ultima tappa del Tour de France, una passerella fino a Namche prima che le nostre strade si dividano!

Il ragazzo tedesco raggiungerà il piccolo villaggio di Saleri a un paio di giorni da Lukla e da li tornerà in pullman a Kathmandu. E’ partito dalla Germania lo scorso ottobre dopo aver lasciato il lavoro e prima di arrivare in Nepal ha viaggiato per l’India la Birmania. Ha un aereo la settimana prossima per Bangkok e spenderà i prossimi tre o quattro mesi tra Thailandia, Vietnam e Cambogia e poi, forse, tornerà a casa.

Pete invece volerà a Kathmandu da Lukla e andrà verso la regione dell’Annapurna. Forse ci rivedremo per una birra nella capitale i primi giorni di maggio, prima che riparta definitivamente per l’Australia dove ricomincerà una nuova vita.

Io invece lascerò Lukla a piedi verso sud in direzione Tumlingtar da dove vorrei iniziare il trekking per il campo base del Makalu. E poi… E poi non lo so. Ho una marea di idee, di spunti e di sogni e ogni storia che ascolto mi affascina e me ne da di nuove. Ma non faccio progetti. Ho ancora parecchie settimane di montagna davanti e voglio godermele tutte.

Da Thame a Namche. L'anello dei tre Passi è chiuso!
Gokyo Ri. Su e giu dal pendio sopra il lago di Gokyo

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